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PIANI DI LAVORO DELLA SCUOLA PRIMARIA

Oggi la scuola primaria, con quella secondaria di primo grado, si compone di cinque periodi didattici:


L'attività didattica prevede:


Gli insegnanti programmano, operano, verificano collegialmente in momenti specifici: con il contitolare ed eventualmente con l'insegnante di sostegno (incontri tra contitolari); con i colleghi di interclasse (incontri di interclasse); con tutti i colleghi della scuola (Collegio Docenti).

L'orario degli insegnanti è di 22 ore di docenza e 2 ore per le attività di programmazione di classe e di interclasse.


PIANI DI LAVORO DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

La riforma Gelmini della scuola media, entrata in vigore il 1º settembre 2009, ha sviluppato due diversi piani settimanali fissi, il primo a tempo normale, che comprende 30 ore settimanali, e uno a tempo prolungato, che va da un minimo di 36 ad un massimo di 40 ore settimanali.

In alternativa all'insegnamento della seconda lingua straniera (a scelta tra francese, tedesco oppure spagnolo) come già introdotta dall'anno scolastico 2003/2004, la lingua inglese può essere portata a 5 ore settimanali (si avrà il cosiddetto inglese potenziato) oppure in caso di alunni stranieri, le due ore di seconda lingua comunitaria si possono usare per insegnare l'italiano agli alunni stranieri come seconda lingua se richiesto in sede di iscrizione alla prima classe da parte delle famiglie. Ogni scelta relativa all'orario settimanale ed allo studio di una sola lingua straniera o di due, si applica solo se la richiesta arriva dalla maggioranza delle famiglie che iscrivono i loro figli al primo anno di scuola media.

Esame di Stato conclusivo del primo ciclo ("terza media")
Fin dall'istituzione della scuola secondaria di primo grado, il triennio si conclude con un esame di Stato che permette di conseguire il diploma conclusivo del primo ciclo d'istruzione necessario per l'iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado

L'esame è diviso in prove scritte e una prova orale:


Dall'anno scolastico 2007/2008 sono state introdotte nell'esame di Stato anche le cosiddette prove nazionali INVALSI:


La prova nazionale perviene direttamente dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ed è uguale per tutti gli esaminandi italiani.

Per quanto riguarda la prova orale, la normativa prevede un colloquio pluridisciplinare con la possibilità per il candidato di scegliere l'argomento da cui iniziare. Gli argomenti trattati nel colloquio devono essere contenuti del programma d'esame redatto dai singoli docenti (e controfirmato da 4 allievi) allegato alla documentazione.
A scelta delle sottocommissioni d'esame, che corrispondono in genere alla componente docente dei consigli di classe, è possibile permettere ai candidati di predisporre una "tesina", ossia una dissertazione scritta di un percorso interdisciplinare, che coinvolge più discipline. La valutazione finale consiste nella media tra il voto di ammissione (che deve essere almeno 6), i voti delle singole prove scritte (espressi con valutazione da 0 a 10), e la valutazione della prova orale.
L'esame è superato se la media degli esami scritti e dell'orale è 6. In caso di numero con virgola, si arrotonda al voto successivo se la parte decimale corrisponde a 5 o più; altrimenti si arrotonda per difetto al voto precedente.
Esempio: se la media finale è 7,8 il voto è 8. Se la media finale è 7,5 il voto finale è 8. Se la media è 7,3 il voto finale è 7.
Oltre alla valutazione d'esame, la sottocommissione elabora una scheda di valutazione delle competenze acquisite dal candidato, chiamato "Certificato delle competenze".

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