Piani di lavoro

PIANI DI LAVORO DELLA SCUOLA PRIMARIA

Oggi la scuola primaria, con quella secondaria di primo grado, si compone di cinque periodi didattici:

  • un anno iniziale, che comprende la 1ª classe della scuola primaria
  • il 1º biennio che comprende la 2ª e 3ª classe della scuola primaria
  • il 2º biennio che comprende la 4ª e 5ª classe della scuola primaria
  • il 3º biennio che comprende la 1ª e 2ª classe della scuola secondaria di primo grado (o scuola media)
  • il periodo didattico finale che comprende la 3ª classe della scuola secondaria di primo grado (o scuola media)

L’attività didattica prevede:

  • momenti di lavoro in classe (gli insegnanti operano per aree disciplinari, con una suddivisione di compiti che tiene conto, in genere, di attitudini e competenze specifiche);
  • momenti di lavoro in piccoli gruppi, di classe o di interclasse, per attività di lavoro in laboratorio (scienze, informatica, matematica, storia, musica, pittura…), il lavoro può essere di approfondimento, di recupero, di ricerca;
  • momenti di lavoro con singoli bambini per il recupero di abilità specifiche.

Gli insegnanti programmano, operano, verificano collegialmente in momenti specifici: con il contitolare ed eventualmente con l’insegnante di sostegno (incontri tra contitolari); con i colleghi di interclasse (incontri di interclasse); con tutti i colleghi della scuola (Collegio Docenti).

L’orario degli insegnanti è di 22 ore di docenza e 2 ore per le attività di programmazione di classe e di interclasse.

PIANI DI LAVORO DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

La riforma Gelmini della scuola media, entrata in vigore il 1º settembre 2009, ha sviluppato due diversi piani settimanali fissi, il primo a tempo normale, che comprende 30 ore settimanali, e uno a tempo prolungato, che va da un minimo di 36 ad un massimo di 40 ore settimanali.

In alternativa all’insegnamento della seconda lingua straniera (a scelta tra francese, tedesco oppure spagnolo) come già introdotta dall’anno scolastico 2003/2004, la lingua inglese può essere portata a 5 ore settimanali (si avrà il cosiddetto inglese potenziato) oppure in caso di alunni stranieri, le due ore di seconda lingua comunitaria si possono usare per insegnare l’italiano agli alunni stranieri come seconda lingua se richiesto in sede di iscrizione alla prima classe da parte delle famiglie. Ogni scelta relativa all’orario settimanale ed allo studio di una sola lingua straniera o di due, si applica solo se la richiesta arriva dalla maggioranza delle famiglie che iscrivono i loro figli al primo anno di scuola media.

Esame di Stato conclusivo del primo ciclo (“terza media”)
Fin dall’istituzione della scuola secondaria di primo grado, il triennio si conclude con un esame di Stato che permette di conseguire il diploma conclusivo del primo ciclo d’istruzione necessario per l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado

L’esame è diviso in prove scritte e una prova orale:

  • La prova scritta di lingua italiana consiste nell’elaborazione in un tema che può essere espositivo (lettera o diario), argomentativo o una relazione;
  • La prova di matematica si articola in quattro quesiti: geometria analitica, geometria solida, algebra, statistica e probabilità oppure applicazione di teorie scientifiche alla matematica;
  • La prova scritta di lingua inglese può essere una comprensione del testo o una produzione scritta (in genere un dialogo, una lettera ad un pen-friend oppure un testo da analizzare e di seguito un questionario);
  • La prova scritta della seconda lingua comunitaria può essere una comprensione del testo (questionario) o la produzione scritta di una lettera. Introdotta il 27 maggio 2011.

Dall’anno scolastico 2007/2008 sono state introdotte nell’esame di Stato anche le cosiddette prove nazionali INVALSI:

  • la prova INVALSI di lingua italiana composta da due comprensioni del testo e da una prova sulla morfologia, la sintassi e la grammatica;
  • la prova INVALSI di matematica consiste in un insieme di quesiti che riguardano algebra, geometria euclidea, geometria analitica, relazioni e funzioni, statistica e probabilità, insiemistica e logica.

La prova nazionale perviene direttamente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ed è uguale per tutti gli esaminandi italiani.

Per quanto riguarda la prova orale, la normativa prevede un colloquio pluridisciplinare con la possibilità per il candidato di scegliere l’argomento da cui iniziare. Gli argomenti trattati nel colloquio devono essere contenuti del programma d’esame redatto dai singoli docenti (e controfirmato da 4 allievi) allegato alla documentazione.
A scelta delle sottocommissioni d’esame, che corrispondono in genere alla componente docente dei consigli di classe, è possibile permettere ai candidati di predisporre una “tesina”, ossia una dissertazione scritta di un percorso interdisciplinare, che coinvolge più discipline. La valutazione finale consiste nella media tra il voto di ammissione (che deve essere almeno 6), i voti delle singole prove scritte (espressi con valutazione da 0 a 10), e la valutazione della prova orale.
L’esame è superato se la media degli esami scritti e dell’orale è 6. In caso di numero con virgola, si arrotonda al voto successivo se la parte decimale corrisponde a 5 o più; altrimenti si arrotonda per difetto al voto precedente.
Esempio: se la media finale è 7,8 il voto è 8. Se la media finale è 7,5 il voto finale è 8. Se la media è 7,3 il voto finale è 7.
Oltre alla valutazione d’esame, la sottocommissione elabora una scheda di valutazione delle competenze acquisite dal candidato, chiamato “Certificato delle competenze”.

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